Niente da fare. Non riesco più a scrivere qui.
Ho il blocco dello scrittore. Io che non ho niente dello scrittore.
Vorrei scrivere di LUI. Vorrei che fosse mio. Vorrei che fosse qui. Ma non c'è.
Ci sarai mai qui con me?

etciu etciu etciuuuuuuuuu!!!
porcamiseria, mi sono beccata l'influenza. e nessuno che mi faccia le coccole.
Voglio un fidanzato!!
Sono ancora sotto shock...
- ...Sì, siamo amici, ma non è detto che le cose non possano cambiare... Sai è da un po' che ci penso...
- Ecco. Ma il punto è che io non voglio che le cose cambino. Siamo amici e basta. ok?
- Ok.
- (Bene. Almeno sono stata chiara. Ora l'ha capito.)
Due giorni dopo:
- Ma tu perchè non vuoi che le cose cambino? è una questione di tempo? non ti senti pronta? c'è qualcun altro?
- (Cazzo. Questo non ha capito niente!)
Ma che gli dovevo rispondere? No guarda il punto è che il palo della luce piantato davanti alla mia finestra mi attrae di più????
Poi certo che una diventa cattiva e insensibile!! 
Che significa quando un ragazzo ti chiama alle 20 del 24 dicembre chiedendoti se puoi scendere un minuto, ti fa salire in macchina e ti regala un angioletto di Natale??
E come si fa a non sprofondare dall'imbarazzo?
E come si fa a non sprofondare dall'imbarazzo quando ti guarda con un sorriso a 64 denti dicendo che gli faceva piacere...?
E cosa si può rispondere al suddetto ragazzo quando si sa già che qualunque cosa NON è quella che lui si aspetterebbe dal momento che lui è...IL BRUTTO!!?


BUON 2008 A TUTTI!!!
Un piccolo regalino di Natale a chiunque gradirà...

Attorno a me non facevano che cadere aquiloni, ma il mio stava ancora volando, stava ancora volando! Babà era sorpreso che io resistessi così a lungo? Se non tieni gli occhi fissi al cielo sei spacciato. Un aquilone rosso si stava avvicinando. Me ne accorsi giusto in tempo. Ci fu una scaramuccia, ma io vinsi quando, persa la pazienza, l'avversario cercò di tagliarmi da sotto.
Su e giù per le strade i cacciatori di aquiloni tornavano trionfanti esibendo i loro trofei. Ma tutti sapevano che il meglio del torneo doveva ancora arrivare. Il premio più ambito volava ancora alto nel ciclo. Tagliai un aquilone giallo con una coda bianca a spirale. Mi costò una ferita all'indice. Passai il filo ad Hassan, mi succhiai il sangue che mi colava nel palmo e mi asciugai la mano sui jeans.
Un'ora dopo il numero degli aquiloni sopravvissuti era sceso da una cinquantina a circa dieci. Il mio era tra questi. Sapevo che la parte finale del torneo sarebbe durata a lungo, perché i ragazzi che avevano resistito fino a quel punto erano in gamba e non sarebbero caduti facilmente in un trabocchetto.
...
A distanza di mezz'ora in cielo erano rimasti solo quattro aquiloni. Il mio stava ancora volando. Sembrava che ogni folata di vento soffiasse in mio favore. Non mi ero mai sentito così fortunato, così padrone di me stesso. Era eccitante. Non osavo guardare il tetto di casa. Dovevo concentrarmi, giocare il tutto per tutto. Un quarto d'ora dopo, il sogno che il mattino mi era sembrato impossibile era diventato realtà. Eravamo rimasti in due: io e l'aquilone azzurro.
L'atmosfera era tesa come il filo smerigliato che impugnavo con le mani sanguinanti. La gente pestava i piedi, batteva le mani, fischiava e scandiva: «Boboresh! Boboreshf Taglialo! Taglialo!» Tra quelle voci c'era anche quella di mio padre? La musica era assordante. Dalle terrazze e dalle porte aperte delle case si spandeva un odorino di mantu al vapore e di pakora fritto.
Io, però, sentivo solo il pulsare del sangue alle tempie. Vedevo solo l'aquilone azzurro. Annusavo solo il profumo della vittoria. Salvezza. Redenzione. Se Babà si sbagliava e c'era un Dio, come mi insegnavano a scuola, allora lui mi avrebbe fatto vincere.
Non sapevo per cosa stesse lottando il mio avversario, forse solo per il diritto di vantarsi. Ma questa per me era la sola opportunità di essere guardato e non soltanto visto, di essere ascoltato e non soltanto udito. Se Dio esisteva, doveva guidare il vento, farlo soffiare in mio favore in modo che con uno strattone io potessi liberarmi del mio dolore e del mio tormento. Avevo sopportato troppo. Ed ecco che improvvisamente la speranza diventava certezza. Avrei vinto. Era solo questione di tempo.
Una folata di vento fece alzare il mio aquilone. Ero in vantaggio. Mi portai sopra quello azzurro e mantenni la posizione. Il mio avversario sapeva di essere nei guai. Tentò una manovra disperata per liberarsi di me, ma io non glielo permisi. La folla intuiva che la gara stava per concludersi. «Taglialo! Taglialo!»
«Ci sei quasi, Amir agha! Ci sei quasi» gridò Hassan ansimando.
Chiusi gli occhi e allentai la presa sul filo. Il vento lo faceva scorrere tra le mie dita incidendo tagli profondi. E poi... Non ebbi bisogno di ascoltare il boato della folla. Né di vedere quello che accadeva attorno a me. Hassan urlava di gioia e mi abbracciava. «Bravo! Bravo! Amir agha!» Aprii gli occhi e vidi l'aquilone azzurro scendere in una spirale impazzita, come una ruota che si fosse staccata da un'automobile in corsa. Cercai di dire qualcosa, ma nessun suono mi uscì dalle labbra. Mi sembrava di lievitare, di guardare me stesso dall'alto. Giacca di pelle nera, sciarpa rossa, jeans sbiaditi. Un ragazzino magro, pallido, piccolo per i suoi dodici anni. Le spalle strette e un accenno di occhiaie sotto gli occhi castano chiaro. La brezza gli scompigliava i capelli. Alzò lo sguardo verso di me e ci scambiammo un sorriso.
Un secondo dopo urlavo a perdifiato in un turbinio di colori e suoni. Gettai il braccio libero attorno alle spalle di Hassan e insieme ci mettemmo a saltellare, ridendo tra le lacrime. «Hai vinto Amir agha! Hai vinto!» «Abbiamo vinto! Abbiamo vinto!» Non riuscivo a dire altro. Poi vidi Babà sul tetto. Era in piedi e dimenava i pugni, tra grida e applausi. Quello fu il momento più felice dei miei dodici anni di vita. Mio padre finalmente era orgoglioso di me.
(Khaled Hosseini)

(Advent - Roger Hutchison)
Natale de guerra
(Trilussa)
Ammalappena che s'è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s'è guardato intorno.
- Che freddo, mamma mia! Chi m'aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m'ariscalla?
- Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pè compralla...
- E l'asinello mio dov'è finito?
- Trasporta la mitraja
sur campo de battaja: è requisito.
- Er bove? - Pure quello…
fu mannato ar macello.
- Ma li Re Maggi arriveno? - E' impossibbile
perchè nun c'è la stella che li guida;
la stella nun vò uscì: poco se fida
pè paura de quarche diriggibbile...-
Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno
tutti li campagnoli che l'antr'anno
portaveno la robba ne la grotta?
Nun c'è neppuro un sacco de polenta,
nemmanco una frocella de ricotta...
- Fijo, li campagnoli stanno in guerra,
tutti ar campo e combatteno. La mano
che seminava er grano
e che serviva pè vangà la terra
adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente...
Guarda, laggiù, li lampi
de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi,
li quattrocentoventi
che spaccheno li campi?-
Ner dì così la Madre der Signore
s'è stretta er Fijo ar core
e s'è asciugata l'occhi cò le fasce.
Una lagrima amara pè chi nasce,
una lagrima dòrce pè chi more...
Un felicissimo Natale a Voi Tutti!
Carissimi,
la situazione è peggiore del previsto. Il Brutto non riesco a scrollarmelo di dosso. Non fa altro che invitarmi a uscire. A dirmi - ti accompagno di qua, ti accompagno di là -
Torniamo a casa dal lavoro e mi contatta su messenger e non si staccaaaaaaaa. L'altra sera a un certo punto gli ho detto: -Ok, ci vediamo domani- ma sono rimasta connessa.
Dopo 5 minuti: -Pensavo stessi andando a dormire!- (
AArghh! Ma sarò pure libera di andare a dormire quando voglio IO!!
)
Gli ho risposto con un acidissimo: - ma che fai mi controlli? - e lui lì a mortificarsi e a scusarsi.
Alla fine ho dovuto bloccarlo...
E poi mi fa discorsi, raga', che non si possono sentire, del tipo: -Devo dire che io fino a ora sono stato sempre bene da solo (e certo chi ti si doveva pigliare!) e mi sono reputato fortunato a essere single (avete mai sentito una cosa del genere??) quando i miei amici avevano un sacco di problemi con le loro donne, e però ora comincio a sentire l'esigenza di avere una persona accanto... (certo, a quasi 30 anni credo che ci si potrebbe cominciare a pensare all'altro sesso!... MA NON CONTARE SU DI ME!!!
)
Vorrei chiedere a voi: quante altre volte dovrò negarmi prima che lui capisca che NON CE N'è!!??

Arriva. Inesorabilmente. Atteso. Desiderato. Natale. Luci. Colori. Fiocchi. Pacchi. Vetrine. Strade. Frenesia.
Gli oggetti che di anno in anno si moltiplicano in ogni punto della casa sembrano dirmi - Non dimenticarti che è Natale. Non puoi far finta di niente. Non puoi esimerti. Devi festeggiare anche tu - Ma non è così che vorrei che fosse...
Calore. Abbracci. Coccole e tenerezze. Giorni sotto le coperte con Te. Te che chissà chi sei e chissà quando ti conoscerò. E dove Ti incontrerò. Ti cerco. Ti aspetto. Aspetto che Tu sciolga questo cuore ghiacciato. Trovami AMORE.
7 e 50 del mattino. Arrivo come sempre trafelata all'ascensore, perchè so che anche oggi arriverò in ritardo, dato che devo attraversare la città e alle 8 dovrei essere in lab. Ma che importa...oggi è lunedì e mi sento positiva per la settimana che sta per cominciare...
- Buongiorno signora
- Buongiorno... sta' un po' fermo Pompeo!
(ma come si fa a chiamare un povero barboncino Pompeo??)
- Signorina, lei abita qui?
- Sì
- Io sono la signora XXXX e la settimana scorsa è morto mio marito.
-

